Il fascino degli altri ha colpito uno specchio lucido e lungo. Vestiti nuovi, lussuosi, sensuali e con le gambe lunghe percorse da calze lisce e scarpe rosse. I tacchi che camminano tuonanti nelle piazze di vagabondi con i giornali, gli zaini, i cani e bottiglie mezze vuote. O mezze piene. Il bottino è stato trovato sin dall'inizio, dai primi passi, dalle prime lallazioni e dai primi amori. Chi è stato lento, diverso ha toccato altri versi. Altri colori. Seppur belli anche questi, non hanno regalato niente. Solo colori, senza sfumature e senza altre possibilità. Il rosso era rosso e il blu idem. Solo colori primari. Anche se si è mescolato il tutto con tanto di ricettario a doc, non si è raggiunta la stessa vetta. Si è stati solo stanchi, chi gratificato anche e chi insoddisfatto. I passi sono stati gli stessi. Stesse tappe. Stessa terra. Ma il contorno non bastava. Non era solo questo il necessario. Serviva una dote comune che và aldilà del colore, dei passi, delle mete. Serviva un qualcosa, una tinta da mescolare con il tutto. I soldi sono usciti fuori e si è provato a fare lo stesso colore per avere le stesse scarpe e le stesse gambe. Ma i vestiti? No, i vestiti non sono riusciti a cucirsi allo stesso modo. Sono rimasti infranti. Rimasti blu, rossi oppure anche azzurri. Sì, si sono avvicinati a quelle tinte. Ma cambiava quello che c'era dentro. Una curva. Tonda. E ruvida. Con difficoltà a far uscire le gambe lunghe. E così i vestiti non erano gli stessi. Si è assunto un pittore per rendere le cose così variopinte da far dimenticare quello che non c'era, per il forte sconvolgimento subito. Ma è vero: se non si ha la stessa copia non si va da nessuna parte. Si possono comprare le cose che mancano, ma la sensazione non è la stessa. Non è di nessuno. E' di quel momento in cui si è deciso di acquistare quel colore, o quella gonna o quella tenda. Non è di nessun altro. Dopo quel momento, è di tutti. E' dell'armadio.
E visto che si scopre subito chi è il vagabondo, non si resterà mai nascosti. E' sempre lì. E quello specchio non è così ovale come si pensava. E nemmeno così lucido. Non si è pulito per bene. Ci vuole qualcos'altro.
E così via fino a quando non si ci colpisce da soli per uscire con i propri occhi, con le proprie espressioni senza tener conto del bottino che non si è trovato e non si troverà. Almeno,non ora.
martedì 17 novembre 2009
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